SCIA | Per gli impianti termici

Roma e provincia

Quali impianti sono soggetti alla normativa?

Sono soggetti alla normativa gli impianti termici > 35kw :

  • Climatizzazione di edifici e ambienti

  • Produzione centralizzata di acqua calda, acqua surriscaldata e/o vapore

  • Forni da pane e altri laboratori artigiani

  • Lavaggio biancheria e sterilizzazione

  • Cucine e lavaggio stoviglie.

PUR ESSENDO SOGGETTI ALLA NORMATIVA, NON TUTTI GLI IMPIANTI SONO SOGGETTI A SPECIFICA SCIA

Impianti non soggetti alla normativa?

Sono esclusi dal campo di applicazione gli impianti realizzati specificatamente per essere inseriti in cicli di lavorazione industriale e gli inceneritori.

Non sono oggetto del presente decreto le attrezzature a pressione e gli insiemi disciplinati dal decreto legislativo, 25 febbraio 2000, n. 93.

Quali impianti sono soggetti a SCIA?

Tra gli impianti sottoposti alla normativa solo quelli con potenza > 166 kw, sono soggetti alla SCIA.

Più apparecchi termici installati nello stesso locale o in locali direttamente comunicanti, sono considerati come facenti parte di un unico impianto, di portata termica pari alla somma delle portate termiche dei singoli apparecchi. All’interno di una singola unita’ immobiliare adibita ad uso abitativo, ai fini del calcolo della portata termica complessiva, non concorrono gli apparecchi domestici di portata termica singola non superiore a 35 kW quali gli apparecchi di cottura alimenti, le stufe, i caminetti, i radiatori individuali, gli scaldacqua unifamiliari, gli scaldabagno e le lavabiancheria.

E gli impianti già esistenti?

Nel caso in cui sia senza aggravio, occorre allegare:

  • Agli impianti esistenti alla data di entrata in vigore della normativa vigente e di portata termica superiore a 116 kW (convenzionalmente tale valore e’ assunto corrispondente al valore di 100.000 kcal/h), purché’ approvati o autorizzati dai competenti organi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in base alla previgente normativa, non e’ richiesto alcun adeguamento, anche nel caso di aumento di portata termica, purché’ non superiore al 20% di quella già’ approvata od autorizzata e purché’ realizzata una sola volta. In ogni caso successivi aumenti della portata termica realizzati negli impianti di cui sopra richiedono l’adeguamento alle disposizioni del presente decreto.

  • Gli impianti esistenti in possesso del nullaosta provvisorio di cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 338 del 10 dicembre 1984), sono adeguati alle presenti disposizioni entro tre anni, con l’esclusione dei requisiti di ubicazione, di accesso e di aerazione dei locali per i quali può’ essere applicata la previgente normativa.

  • Agli impianti esistenti alla data della vigente normativa e di portata termica
    non superiore a 116 kW, purché’ realizzati in conformità’ alla previgente normativa, non e’ richiesto alcun adeguamento, anche nel caso di aumento di portata termica tale da non comportare il superamento di 116 kW.

Dove si installa l’impianto termico?

Gli apparecchi possono essere installati

  • all’aperto;
  • in locali esterni;
  • in fabbricati destinati anche ad altro uso o in locali inseriti nella volumetria del fabbricato servito;
  • in serre.

Gli apparecchi devono in ogni caso essere installati in modo tale da non essere esposti ad urti o manomissioni.